Giovanni Parma conquista il Premio Speciale per la Scultura al Minerva 2026: il Maestro che restituisce vita e memoria al marmo

Il Maestro Giovanni Parma premiato a Pizzighettone per la sua straordinaria capacità di trasformare il marmo in un linguaggio artistico ricco di significati. Dalla partecipazione al Premio Internazionale Villa Cattaneo al Premio d’Arte Internazionale Rotary Club, fino all’esposizione alla Torre Diamante di Milano per BNL BNP Paribas, un percorso che unisce tecnica, ricerca e sensibilità. Grande successo di pubblico per il Premio Internazionale Minerva 2026, che ha registrato un’altissima affluenza di visitatori nelle storiche Casematte.

PIZZIGHETTONE (CREMONA) – Il marmo possiede una memoria che attraversa i secoli. Custodisce le tracce della terra dalla quale proviene, resiste al trascorrere del tempo e attende che la sensibilità di uno scultore riesca a trasformarne la materia in un’immagine capace di comunicare. È in questo incontro tra la durezza della pietra e la profondità del pensiero che si sviluppa la ricerca artistica del Maestro Giovanni Parma, insignito del Premio Speciale “Per la Scultura” al Premio Internazionale Minerva 2026.

Il riconoscimento è stato conferito domenica 11 ottobre, nel corso della cerimonia conclusiva della manifestazione organizzata dall’Associazione Europea Critici d’Arte Italia, ospitata dal 9 all’11 ottobre nelle storiche Casematte di Pizzighettone.

Tre giornate durante le quali l’arte contemporanea ha incontrato un pubblico straordinariamente numeroso, trasformando uno dei luoghi più suggestivi della cittadina cremonese in uno spazio di confronto culturale.

L’altissima affluenza di visitatori ha rappresentato uno degli elementi più significativi dell’edizione 2026, confermando l’interesse verso manifestazioni capaci di avvicinare il pubblico alle opere e ai loro autori.

In questo contesto, il riconoscimento attribuito a Giovanni Parma ha assunto un significato particolare.

La sua scultura appartiene a una tradizione artistica nella quale la conoscenza della materia costituisce il punto di partenza di una ricerca che coinvolge la memoria, la spiritualità e la condizione umana.

Attivo sulla scena artistica fin dagli anni Settanta, Parma ha sviluppato un linguaggio riconoscibile, nel quale il marmo di Carrara diventa protagonista di composizioni caratterizzate da una forte tensione simbolica.

Le sue opere non cercano semplicemente di riprodurre forme riconoscibili. Attraverso volumi, aperture, superfici e rapporti spaziali, lo scultore costruisce immagini che invitano a interrogarsi sul tempo, sulla trasformazione e sulla capacità dell’essere umano di affrontare il cambiamento.

Il Premio Speciale “Per la Scultura” valorizza proprio questa relazione tra competenza tecnica e profondità concettuale.

Il riconoscimento arriva inoltre all’interno di un percorso espositivo che ha visto Giovanni Parma partecipare a importanti manifestazioni, tra cui il Premio Internazionale Villa Cattaneo, il Premio d’Arte Internazionale Rotary Club e l’esposizione organizzata presso la Torre Diamante di Milano nell’ambito dell’iniziativa BNL BNP Paribas.

Esperienze differenti che hanno contribuito a portare la sua ricerca davanti a pubblici eterogenei, consolidando il dialogo tra la sua produzione artistica e il panorama culturale contemporaneo.

Giovanni Parma, una vita dedicata alla scultura e alla ricerca della forma

La vicenda artistica di Giovanni Parma si sviluppa lungo un percorso che attraversa diversi decenni.

La sua attività prende forma negli anni Settanta, in un periodo particolarmente significativo per l’evoluzione della scultura contemporanea.

Nel panorama artistico italiano, quegli anni sono caratterizzati da una crescente sperimentazione dei materiali e da una riflessione sul rapporto tra opera, spazio e spettatore.

Accanto alle ricerche concettuali e alle nuove forme espressive, continua a svilupparsi una tradizione plastica fondata sulla conoscenza della materia e sulla capacità di trasformarla attraverso il lavoro manuale.

Giovanni Parma si colloca in questo secondo ambito, pur sviluppando una ricerca aperta al linguaggio contemporaneo.

La sua scelta di lavorare il marmo rappresenta un elemento centrale dell’identità artistica.

Il marmo è un materiale che richiede conoscenza, precisione e capacità di prevedere il comportamento della materia durante la lavorazione.

A differenza di altri linguaggi espressivi, la scultura per sottrazione impone una relazione particolarmente rigorosa tra intenzione e gesto.

Ogni intervento modifica in maniera definitiva il blocco originario.

La forma emerge attraverso una successione di decisioni che richiedono equilibrio tra progettazione e sensibilità.

Nel percorso di Parma, questa disciplina tecnica si accompagna a una ricerca interessata al significato simbolico delle forme.

Le sue opere mostrano una particolare attenzione verso il rapporto tra pieni e vuoti, tra superfici compatte e aperture, tra equilibrio strutturale e tensione visiva.

Il risultato è un linguaggio nel quale la pietra conserva la propria presenza fisica, ma diventa contemporaneamente veicolo di contenuti immateriali.

Memoria, rinascita, spiritualità e trasformazione costituiscono alcuni dei temi che attraversano la sua produzione.

Sono argomenti che appartengono alla storia dell’esperienza umana e che lo scultore affronta attraverso una materia tradizionalmente associata alla permanenza.

Proprio questa relazione tra durata della pietra e fragilità dell’esistenza rappresenta uno degli aspetti più interessanti della sua ricerca.

il Maestro Guovanni Parma

Il marmo di Carrara: una materia che attraversa la storia dell’arte

Per comprendere il lavoro di Giovanni Parma è necessario soffermarsi sul materiale che occupa una posizione centrale nella sua produzione: il marmo di Carrara.

La storia di questa pietra è profondamente legata alla tradizione artistica italiana.

Utilizzato fin dall’antichità, il marmo apuano ha accompagnato alcuni dei momenti più significativi della scultura europea.

La sua particolare struttura permette di ottenere superfici levigate, passaggi volumetrici complessi e lavorazioni capaci di valorizzare il rapporto tra luce e materia.

Michelangelo rappresenta uno dei riferimenti fondamentali di questa tradizione, ma la storia del marmo attraversa epoche e linguaggi differenti.

Dalla scultura classica al Rinascimento, dal Barocco alle esperienze contemporanee, il materiale ha continuato a offrire possibilità espressive molteplici.

Nel lavoro di Giovanni Parma, la scelta del marmo non appare legata esclusivamente al prestigio storico della materia.

La pietra diventa parte integrante del contenuto artistico.

La sua durezza, il peso, la resistenza e la capacità di conservare una forma nel tempo contribuiscono alla costruzione del significato dell’opera.

Il processo creativo assume così una dimensione particolare.

Lo scultore interviene su una materia che possiede già una propria storia geologica e la trasforma in un oggetto culturale.

La lavorazione introduce un nuovo ordine, ma non cancella completamente l’identità originaria della pietra.

È proprio questa continuità tra natura e intervento umano a rendere il marmo un materiale particolarmente adatto alla ricerca di Parma.

La forma scolpita conserva una relazione con il tempo naturale, mentre il contenuto simbolico introduce una riflessione sul tempo storico e sull’esperienza umana.

La scultura come dialogo tra materia e pensiero

Una delle caratteristiche più significative della ricerca di Giovanni Parma riguarda la volontà di attribuire alla forma plastica un contenuto che superi la dimensione puramente decorativa.

La scultura, nella sua concezione, diventa uno strumento attraverso il quale affrontare temi legati all’identità, alla memoria e alla trasformazione.

Questa impostazione richiede una particolare attenzione alla relazione tra struttura materiale e significato.

Una curva può suggerire movimento.

Un’apertura può introdurre un rapporto tra interno ed esterno.

Una linea verticale può richiamare un’idea di elevazione.

La disposizione dei volumi può costruire tensioni visive capaci di orientare lo sguardo dell’osservatore.

Si tratta di possibilità espressive che appartengono al linguaggio scultoreo e che assumono significati differenti in relazione al contesto dell’opera.

Nel caso di Parma, questi elementi contribuiscono a sviluppare una ricerca nella quale la materia diventa veicolo di riflessione.

Il marmo, tradizionalmente percepito come simbolo di stabilità, viene utilizzato per rappresentare anche il cambiamento.

La pietra immobile può suggerire movimento.

Una forma compatta può evocare apertura.

Un materiale antico può diventare il mezzo attraverso il quale affrontare questioni contemporanee.

Questa capacità di costruire relazioni tra elementi apparentemente opposti costituisce una delle qualità più interessanti della scultura.

L’opera non impone necessariamente un’unica interpretazione.

Può suggerire significati differenti, lasciando allo spettatore la possibilità di stabilire una relazione personale con la forma.

“RENAITRE”, il marmo che racconta la rinascita

Tra le opere più significative della ricerca recente di Giovanni Parma figura “RENAITRE”, realizzata nel 2024 in marmo di Carrara.

Il titolo, che in francese significa “rinascere”, introduce immediatamente il tema centrale della composizione.

L’opera nasce da una riflessione sull’incendio che il 15 aprile 2019 colpì la Cattedrale di Notre-Dame a Parigi.

Le immagini delle fiamme che avvolgevano uno dei monumenti più conosciuti al mondo suscitarono una profonda emozione internazionale.

La successiva ricostruzione della cattedrale ha rappresentato un processo complesso, nel quale competenze tecniche, ricerca storica e volontà collettiva hanno contribuito al recupero di un patrimonio culturale di straordinaria importanza.

Giovanni Parma interpreta questa vicenda attraverso una composizione che trasforma il riferimento architettonico in un simbolo più ampio.

Il rosone gotico assume una posizione centrale nel linguaggio dell’opera.

La sua struttura richiama l’identità della cattedrale, ma diventa contemporaneamente un elemento capace di suggerire continuità e rigenerazione.

Le linee verticali introducono un movimento ascensionale, mentre l’organizzazione complessiva della forma costruisce un rapporto tra stabilità e trasformazione.

L’arco aperto contribuisce a definire una composizione nella quale lo spazio vuoto assume un ruolo attivo.

La scelta di non saturare completamente la materia permette alla luce di attraversare visivamente l’opera e di partecipare alla costruzione della forma.

È una soluzione che rende particolarmente interessante il rapporto tra il materiale e il contenuto simbolico.

Il marmo, per sua natura compatto e resistente, viene organizzato in una struttura che suggerisce apertura e continuità.

La rinascita non viene rappresentata attraverso una scena narrativa, ma mediante un linguaggio plastico essenziale.

L’opera invita così a riflettere sulla capacità di ricostruire ciò che è stato danneggiato e di conservare la memoria attraverso il cambiamento.

Notre-Dame, dalla ferita alla ricostruzione

La vicenda di Notre-Dame costituisce uno degli episodi più significativi della recente storia del patrimonio culturale europeo.

L’incendio del 2019 ha mostrato quanto anche i monumenti più conosciuti e apparentemente solidi possano essere vulnerabili.

La ricostruzione ha successivamente dimostrato il valore della conoscenza tecnica, della conservazione e della collaborazione tra competenze differenti.

Per uno scultore che lavora il marmo, questo rapporto tra fragilità e permanenza offre un terreno particolarmente ricco di significati.

La materia può resistere per secoli, ma ogni opera rimane comunque esposta al tempo e agli eventi.

La conservazione del patrimonio artistico richiede quindi un impegno continuo.

In “RENAITRE”, Giovanni Parma trasforma questa consapevolezza in un’immagine.

La rinascita diventa il tema attraverso il quale collegare la storia di un monumento alla più ampia esperienza umana.

L’opera suggerisce che la memoria non debba necessariamente coincidere con l’immobilità.

Può essere conservata anche attraverso un processo di trasformazione, purché rimanga riconoscibile il rapporto con ciò che l’ha preceduta.

Il Vittoriale degli Italiani e il significato della memoria

La ricerca sviluppata attraverso “RENAITRE” si collega anche al percorso artistico dedicato al Vittoriale degli Italiani.

Il complesso monumentale di Gardone Riviera rappresenta uno dei luoghi più particolari della cultura italiana del Novecento.

Voluto da Gabriele d’Annunzio, il Vittoriale riunisce architetture, giardini, opere e testimonianze storiche in un insieme nel quale memoria e rappresentazione assumono un ruolo centrale.

La presenza della Nave Puglia, collocata all’interno del complesso, costituisce uno degli elementi più riconoscibili di questo patrimonio.

Nella riflessione associata all’opera di Parma, il Vittoriale e Notre-Dame diventano due riferimenti attraverso i quali affrontare il tema della continuità storica.

Sono luoghi differenti per origine, funzione e tradizione culturale, ma entrambi rappresentano testimonianze di un patrimonio che supera la dimensione individuale.

Il loro valore non dipende esclusivamente dalle caratteristiche architettoniche.

È legato anche alla capacità di conservare e trasmettere memoria.

La scultura di Parma si inserisce in questo dialogo attraverso una forma che richiama il rapporto tra passato e futuro.

Il riferimento al rosone gotico introduce la memoria di Notre-Dame, mentre il contesto culturale del Vittoriale amplia la riflessione verso altri simboli della storia europea.

La scelta del marmo rafforza questa relazione.

Una materia associata alla durata diventa lo strumento per rappresentare la possibilità del cambiamento.

L’opera acquista così una dimensione che riguarda contemporaneamente la conservazione e la trasformazione.

Il Premio Speciale “Per la Scultura”: il riconoscimento a Giovanni Parma

Il riconoscimento conferito a Giovanni Parma al Premio Internazionale Minerva 2026 valorizza una ricerca nella quale la conoscenza tecnica della materia si accompagna a un’elaborazione concettuale.

La scultura richiede infatti competenze differenti rispetto alla pittura.

L’artista deve confrontarsi con il volume, il peso, la stabilità e la relazione tra l’opera e lo spazio circostante.

Nel caso del marmo, questi aspetti assumono una particolare complessità.

Ogni scelta formale comporta conseguenze strutturali.

Un’apertura deve essere compatibile con la resistenza della pietra.

Una superficie curva deve mantenere un rapporto coerente con il volume complessivo.

La lavorazione richiede quindi una conoscenza approfondita delle possibilità e dei limiti del materiale.

Il Premio Speciale “Per la Scultura” attribuito a Parma riconosce una ricerca che affronta queste problematiche attraverso un linguaggio personale.

La dimensione tecnica non viene separata da quella espressiva.

Al contrario, la qualità della lavorazione diventa parte integrante della costruzione del significato.

Il risultato è una produzione nella quale la materia conserva la propria identità, ma viene trasformata in una forma capace di suggerire contenuti simbolici.

Per un artista attivo da diversi decenni, il riconoscimento rappresenta un’ulteriore tappa di un percorso costruito attraverso continuità e sperimentazione.

La premiazione nelle Casematte di Pizzighettone ha inoltre offerto l’occasione di presentare questa ricerca all’interno di una manifestazione caratterizzata da un pubblico particolarmente numeroso.

Giovanni Parma al Premio Internazionale Villa Cattaneo

Tra le esperienze espositive che hanno accompagnato il percorso di Giovanni Parma figura la partecipazione al Premio Internazionale Villa Cattaneo.

La presenza in questa manifestazione si inserisce in un’attività artistica che ha progressivamente ampliato le occasioni di confronto con altri autori.

Per uno scultore, partecipare a esposizioni collettive e premi rappresenta un’opportunità importante.

La scultura possiede infatti una relazione particolare con lo spazio espositivo.

A differenza di un’opera bidimensionale, può essere osservata da punti di vista differenti.

La luce modifica la percezione delle superfici.

La posizione dell’osservatore influisce sulla lettura dei volumi.

Il rapporto con l’ambiente contribuisce alla costruzione dell’esperienza visiva.

Ogni esposizione introduce quindi condizioni nuove, che possono valorizzare aspetti differenti della stessa ricerca artistica.

La partecipazione al Premio Villa Cattaneo ha rappresentato per Parma un’ulteriore occasione di confronto nel panorama delle manifestazioni dedicate all’arte contemporanea.

Il valore di queste esperienze risiede anche nella possibilità di incontrare artisti che utilizzano materiali e linguaggi differenti.

La pittura, la fotografia e la scultura affrontano problemi espressivi diversi, ma condividono la necessità di costruire una relazione tra intenzione dell’autore e percezione del pubblico.

Per Giovanni Parma, il confronto con altre ricerche costituisce una componente significativa di un percorso che mantiene il marmo al centro della propria identità.

Il Premio d’Arte Internazionale Rotary Club

Un’altra tappa del percorso espositivo di Giovanni Parma è rappresentata dalla partecipazione al Premio d’Arte Internazionale Rotary Club.

Le manifestazioni artistiche promosse in ambito associativo possono svolgere una funzione importante nella valorizzazione della produzione contemporanea.

Attraverso esposizioni, incontri e riconoscimenti, contribuiscono a creare occasioni di dialogo tra artisti, pubblico e realtà territoriali.

La presenza di Parma al Premio Rotary si inserisce in questo contesto.

La sua ricerca scultorea, caratterizzata dall’utilizzo del marmo e da un’attenzione verso i contenuti simbolici, si confronta con linguaggi differenti all’interno di un’esperienza collettiva.

Per un autore che attribuisce particolare importanza al significato dell’opera, il contatto diretto con il pubblico rappresenta un momento rilevante.

La scultura possiede una presenza fisica che può essere percepita attraverso la relazione con lo spazio.

L’osservatore non incontra soltanto un’immagine, ma un oggetto tridimensionale che modifica la propria percezione in relazione alla distanza e al punto di osservazione.

Questa caratteristica rende le esposizioni particolarmente importanti per comprendere il lavoro dello scultore.

Il Premio Rotary costituisce quindi una delle esperienze attraverso le quali Giovanni Parma ha potuto presentare la propria produzione e confrontarsi con altri protagonisti del panorama artistico.

L’esposizione alla Torre Diamante di Milano per BNL BNP Paribas

Tra le partecipazioni di rilievo nel percorso recente di Giovanni Parma figura anche l’esposizione alla Torre Diamante di Milano, nell’ambito dell’iniziativa promossa da BNL BNP Paribas.

L’evento, svoltosi il 25 giugno 2026 e dedicato al tema “Valore nel Tempo”, ha offerto un contesto particolarmente interessante per una ricerca scultorea fondata sul rapporto tra materia, memoria e durata.

La Torre Diamante rappresenta uno degli edifici più riconoscibili del panorama architettonico contemporaneo milanese.

Situata nell’area di Porta Nuova, è caratterizzata da un linguaggio architettonico nel quale geometria, superfici vetrate e sviluppo verticale definiscono un’immagine fortemente contemporanea.

L’incontro tra questo ambiente e la scultura in marmo introduce un confronto significativo.

Da una parte, l’architettura contemporanea utilizza materiali e soluzioni progettuali legati alle tecnologie costruttive moderne.

Dall’altra, la scultura di Parma si fonda su una materia che appartiene alla tradizione artistica più antica.

Il tema del valore nel tempo permette di individuare un punto di contatto tra queste dimensioni.

La durata costituisce infatti una componente importante tanto nella riflessione sul patrimonio culturale quanto nella concezione di un’opera destinata a conservarsi.

Il marmo possiede una resistenza che lo ha reso protagonista della storia dell’arte.

Ma la permanenza materiale, da sola, non garantisce il valore culturale di una scultura.

È il significato attribuito alla forma, insieme alla qualità della realizzazione, a permettere all’opera di mantenere una relazione con il pubblico attraverso le generazioni.

La partecipazione di Giovanni Parma all’esposizione milanese ha rappresentato quindi un’occasione per presentare la propria ricerca in un contesto differente da quello delle tradizionali manifestazioni artistiche.

Il confronto tra arte, architettura e riflessione sul tempo ha contribuito ad ampliare le possibilità di lettura della sua produzione.

Il Premio Internazionale Minerva 2026 nelle storiche Casematte di Pizzighettone

L’edizione 2026 del Premio Internazionale Minerva si è svolta dal 9 all’11 ottobre nelle Casematte 1 e 2 di Pizzighettone, in provincia di Cremona.

La manifestazione, organizzata dall’Associazione Europea Critici d’Arte Italia, ha riunito artisti impegnati in differenti discipline espressive.

Pittura, scultura e fotografia hanno trovato spazio all’interno di un percorso espositivo caratterizzato dalla presenza di autori con esperienze e sensibilità diverse.

L’inaugurazione ufficiale si è tenuta sabato 10 ottobre, mentre domenica 11 ottobre si sono svolti i momenti dedicati alla presentazione degli artisti e alla cerimonia di premiazione.

La scelta delle Casematte ha contribuito a definire l’identità culturale dell’iniziativa.

Questi ambienti appartengono al patrimonio storico della cittadina cremonese e conservano un rapporto diretto con la sua tradizione architettonica.

La loro destinazione temporanea a spazio espositivo ha permesso di creare un dialogo tra la memoria del territorio e la produzione contemporanea.

La presenza delle sculture di Giovanni Parma ha assunto un significato particolare all’interno di questo contesto.

Il marmo, materiale profondamente legato alla storia dell’arte, ha incontrato un ambiente architettonico che conserva a sua volta le tracce del passato.

La relazione tra opera e spazio ha contribuito a valorizzare il carattere tridimensionale della scultura.

L’osservatore ha potuto confrontarsi con la presenza fisica della materia, cogliendo il rapporto tra volumi, superfici e ambiente.

La manifestazione ha inoltre rappresentato un’occasione di incontro tra artisti provenienti da percorsi differenti.

La partecipazione di autori internazionali ha ampliato il confronto culturale, favorendo la presenza di linguaggi e tradizioni espressive eterogenei.

Straordinaria affluenza di pubblico: Pizzighettone protagonista dell’arte

Uno degli aspetti più significativi del Premio Internazionale Minerva 2026 è stato rappresentato dall’altissima affluenza di persone che hanno visitato la mostra.

Le Casematte hanno accolto un pubblico particolarmente numeroso durante le giornate espositive, confermando l’interesse verso iniziative culturali capaci di valorizzare l’incontro diretto con le opere.

La partecipazione dei visitatori ha contribuito a creare un’atmosfera di confronto e condivisione.

Il pubblico ha potuto osservare lavori appartenenti a linguaggi differenti, incontrando la pittura figurativa, le ricerche materiche, le composizioni concettuali e la scultura.

Per Giovanni Parma, la presenza di un pubblico così ampio ha rappresentato un’occasione importante per portare la propria ricerca davanti a osservatori con esperienze culturali differenti.

La scultura possiede infatti una capacità particolare di stabilire una relazione fisica con lo spettatore.

La sua tridimensionalità invita a cambiare punto di vista, ad avvicinarsi e ad allontanarsi, a osservare il rapporto tra la superficie e la luce.

Questa esperienza non può essere completamente sostituita dalla riproduzione fotografica.

La presenza dell’opera nello spazio costituisce una parte fondamentale del suo linguaggio.

Il successo di pubblico della manifestazione ha quindi contribuito a valorizzare anche questa dimensione.

L’altissima partecipazione ha confermato come l’arte contemporanea possa suscitare interesse quando viene presentata attraverso occasioni accessibili e capaci di favorire il dialogo.

Pizzighettone ha offerto un esempio significativo di questa possibilità.

La città ha messo a disposizione il proprio patrimonio storico per ospitare una manifestazione nella quale artisti e visitatori hanno condiviso un’esperienza culturale.

Gli artisti protagonisti del Premio Minerva 2026

Il Premio Internazionale Minerva 2026 ha riunito numerosi artisti, offrendo un panorama espositivo caratterizzato dalla varietà delle tecniche e delle sensibilità.

Tra i protagonisti figuravano Giovanni Parma, Scila Brusa, Andrea Carangelo, Leyla Brodie, Henrik Peter Hofsaess, Franca Formis, Giuseppe Allegri, Sergio Perini, Gabriella Montoneri, Christian Messaggi, Simona Sarao, Elda Calabrese, Roberto Fontana e Luisa Solano.

La presenza di ricerche differenti ha permesso di costruire un confronto tra linguaggi figurativi, materici, concettuali e plastici.

Tra i riconoscimenti principali, Scila Brusa ha conquistato il primo posto, Andrea Carangelo il secondo e Leyla Brodie il terzo.

La graduatoria ha accompagnato l’assegnazione di numerosi premi speciali, dedicati a specifiche qualità artistiche.

Henrik Peter Hofsaess è stato insignito del Premio Speciale “Per il Concetto”, mentre Franca Formis ha ricevuto quello “Per la Critica”.

Giuseppe Allegri è stato premiato “Per la Cromia”, riconoscimento legato alla sua ricerca pittorica e all’utilizzo del colore.

L’artista, originario di Pizzighettone, ha presentato una produzione caratterizzata da un interesse verso la composizione e le possibilità espressive della pittura.

Tra le sue opere figura “Borgo Ligure”, acrilico su tela di 50 per 70 centimetri, realizzato nel 2026.

Gabriella Montoneri ha ottenuto il Premio Speciale “Per l’Arte Materica”, mentre Christian Messaggi è stato riconosciuto “Per l’Originalità”.

Luisa Solano ha ricevuto il Premio Speciale “Per l’Interpretazione Artistica”, valorizzando un percorso pittorico nel quale convivono esperienze personali e sensibilità verso la natura.

Sergio Perini è stato premiato per la tecnica, con particolare riferimento alla sua ricerca nell’acquerello.

Riconoscimenti dedicati alla tecnica sono stati attribuiti anche a Elda Calabrese, Simona Sarao e Roberto Fontana.

In questo panorama, il Premio Speciale “Per la Scultura” attribuito a Giovanni Parma ha evidenziato il valore di una ricerca fondata sulla conoscenza del marmo e sulla capacità di trasformarlo in un linguaggio espressivo personale.

La varietà dei riconoscimenti ha permesso di valorizzare aspetti differenti della produzione artistica, senza ridurre il confronto a un unico criterio estetico.

Giorgio de Chirico e gli ospiti fuori concorso

Il Premio Internazionale Minerva 2026 ha ospitato anche opere presentate fuori concorso, contribuendo ad ampliare il valore culturale dell’esposizione.

Tra queste figurava “Piazza d’Italia” di Giorgio de Chirico, uno dei protagonisti della pittura metafisica del Novecento.

La presenza di un’opera del maestro ha introdotto un riferimento importante alla storia dell’arte moderna.

Le piazze metafisiche di de Chirico rappresentano uno dei momenti più riconoscibili della ricerca pittorica novecentesca.

Attraverso architetture, prospettive e atmosfere sospese, l’artista ha costruito immagini capaci di trasformare luoghi apparentemente ordinari in spazi di riflessione.

Accanto all’opera di de Chirico sono state presentate fuori concorso opere del professor Francesco Garofalo, artista e critico d’arte internazionale, e di Dario Morandini, artista legato alla Fondazione Sospiro e al Museo Arte Irregolare.

La presenza di questi lavori ha contribuito a costruire un dialogo tra differenti concezioni dell’espressione artistica.

Il confronto tra opere storiche e produzioni contemporanee ha offerto al pubblico la possibilità di osservare come la ricerca artistica possa svilupparsi attraverso linguaggi molto diversi.

Per Giovanni Parma, la partecipazione a una manifestazione arricchita da questi riferimenti ha rappresentato un’ulteriore occasione di confronto culturale.

La sua scultura, fondata sulla relazione tra tradizione materiale e contenuti contemporanei, si inserisce in una riflessione più ampia sul rapporto tra memoria e innovazione.

La giuria del Premio Internazionale Minerva 2026

Il Premio Internazionale Minerva 2026 ha coinvolto una giuria composta da personalità provenienti dal mondo artistico, culturale, associativo e della comunicazione.

Tra i componenti figuravano il professor Francesco Garofalo, artista e critico d’arte internazionale, vicepresidente dell’Associazione Europea Critici d’Arte Italia, e Simona Gervasio, presidente dell’associazione.

La giuria comprendeva inoltre il professor Domenico Formica Mengano, Carlo Pedrazzini, presidente di Pizzighettone Fiere dell’Adda, e Francesca Morandi, giornalista.

A completare la composizione figuravano Sabina Massimiani, presidente CONFISI, Andrea Bianchessi, conduttore radiofonico, e Maurizio Amigoni de Stefani, attore e doppiatore.

La presenza di competenze differenti ha caratterizzato l’impostazione culturale della manifestazione.

La cerimonia conclusiva dell’11 ottobre ha rappresentato il momento nel quale il lavoro degli artisti è stato riconosciuto pubblicamente attraverso l’assegnazione dei diversi premi.

Tra gli ospiti istituzionali della manifestazione figurava inoltre il consigliere comunale Giancarlo Bissolotti.

La partecipazione delle realtà culturali, associative e istituzionali del territorio ha accompagnato un evento capace di richiamare un pubblico particolarmente numeroso.

Il riconoscimento conferito a Giovanni Parma si inserisce in questo contesto, valorizzando un percorso artistico caratterizzato dalla continuità della ricerca e dalla padronanza della materia.

La scultura contemporanea e il valore della manualità

Il premio attribuito a Giovanni Parma offre anche l’occasione per riflettere sul ruolo della manualità nella produzione artistica contemporanea.

Negli ultimi decenni, il panorama delle arti visive si è progressivamente ampliato attraverso l’introduzione di nuovi strumenti e linguaggi.

Installazioni, video, tecnologie digitali e pratiche concettuali hanno modificato le modalità attraverso le quali gli artisti costruiscono e presentano le proprie opere.

All’interno di questa pluralità, la scultura tradizionale continua tuttavia a rappresentare un ambito di ricerca significativo.

La lavorazione diretta della materia conserva caratteristiche che richiedono competenze specifiche.

Il marmo, in particolare, impone una relazione fisica tra l’artista e il materiale.

La conoscenza degli strumenti, la capacità di controllare il gesto e la comprensione della struttura della pietra costituiscono elementi fondamentali del processo creativo.

Queste competenze non sono semplicemente esecutive.

Contribuiscono alla definizione del linguaggio artistico.

Una superficie levigata produce una relazione con la luce differente rispetto a una superficie lasciata volutamente più ruvida.

Un’apertura modifica la percezione del volume.

La scelta di conservare una determinata porzione di materia può influire sull’equilibrio complessivo della composizione.

Nel lavoro di Giovanni Parma, questi elementi vengono utilizzati per costruire opere nelle quali la forma possiede un contenuto simbolico.

La manualità diventa quindi parte integrante del pensiero artistico.

Non esiste una separazione netta tra l’idea e la sua realizzazione.

Il significato dell’opera prende forma attraverso le decisioni compiute durante la lavorazione.

È una caratteristica che contribuisce a spiegare il valore della sua ricerca all’interno del panorama contemporaneo.

Il rapporto tra pieni e vuoti nella ricerca di Giovanni Parma

Uno degli aspetti più interessanti della scultura riguarda il ruolo dello spazio vuoto.

Nella percezione comune, un’opera scolpita può essere identificata soprattutto attraverso la materia che la compone.

In realtà, anche ciò che viene sottratto contribuisce in maniera decisiva alla costruzione della forma.

Un’apertura può modificare l’equilibrio della composizione.

Uno spazio interno può creare una relazione tra parti differenti.

La luce che attraversa un vuoto può generare ombre e variazioni percettive.

Nella ricerca di Giovanni Parma, il rapporto tra pieni e vuoti assume una particolare importanza.

Le sue composizioni mostrano un interesse verso forme capaci di suggerire movimento e trasformazione.

Il marmo viene lavorato in modo da costruire una relazione tra massa e apertura.

Questa scelta possiede anche una dimensione simbolica.

La materia compatta può rappresentare la permanenza, mentre il vuoto introduce la possibilità di attraversamento e cambiamento.

Si tratta di una lettura critica che trova particolare riscontro in “RENAITRE”, dove la struttura aperta contribuisce alla costruzione del tema della rinascita.

La scultura diventa così un luogo di relazione tra elementi differenti.

Il significato non dipende soltanto dal soggetto rappresentato, ma anche dal modo in cui la materia viene organizzata.

È attraverso questa costruzione formale che Parma sviluppa un linguaggio capace di coniugare conoscenza tecnica e ricerca concettuale.

Il tempo come protagonista della scultura

Il rapporto con il tempo rappresenta uno dei temi più ricorrenti nella produzione di Giovanni Parma.

Il marmo è una materia che appartiene a una dimensione temporale molto più ampia rispetto all’esistenza umana.

La sua formazione geologica precede di gran lunga l’intervento dello scultore.

Quando viene trasformato in un’opera, acquisisce una nuova identità culturale.

La pietra conserva la propria storia naturale, ma diventa contemporaneamente testimonianza di un pensiero e di una sensibilità.

Questa relazione tra tempi differenti costituisce uno degli aspetti più affascinanti della scultura.

Nel caso di Parma, il tema emerge con particolare chiarezza nelle opere dedicate alla memoria e alla rinascita.

“RENAITRE” rappresenta un esempio significativo.

L’incendio di Notre-Dame costituisce un evento preciso della storia recente.

La ricostruzione introduce il tema della continuità.

Il marmo trasforma questa vicenda in un’immagine destinata a conservare nel tempo il significato della riflessione artistica.

L’opera diventa quindi un punto d’incontro tra memoria storica e interpretazione personale.

È una caratteristica che permette alla scultura di mantenere una relazione con il pubblico anche quando il contesto originario viene progressivamente allontanato dal trascorrere degli anni.

La permanenza materiale non garantisce automaticamente la permanenza del significato.

Ma un’opera capace di affrontare temi profondamente legati all’esperienza umana può continuare a suggerire interpretazioni differenti.

In questa possibilità risiede una parte importante della ricerca di Giovanni Parma.

Un percorso artistico tra tradizione e contemporaneità

La partecipazione di Giovanni Parma al Premio Internazionale Villa Cattaneo, al Premio d’Arte Internazionale Rotary Club, all’esposizione della Torre Diamante di Milano e al Premio Internazionale Minerva 2026 permette di osservare la continuità di un percorso artistico che attraversa contesti differenti.

Ogni manifestazione offre condizioni specifiche di confronto.

Un premio dedicato alle arti visive mette in relazione autori appartenenti a linguaggi diversi.

Un’esposizione ospitata in un edificio contemporaneo introduce un rapporto particolare tra opera e architettura.

Una manifestazione organizzata all’interno di un complesso storico permette invece di costruire un dialogo con la memoria del territorio.

La ricerca di Parma mantiene, attraverso queste esperienze, un elemento costante: il marmo come materia privilegiata per affrontare temi legati alla condizione umana.

La sua produzione testimonia la possibilità di utilizzare strumenti appartenenti alla tradizione scultorea senza rinunciare a contenuti contemporanei.

La conoscenza tecnica diventa il fondamento di una ricerca interessata al significato.

Il gesto manuale si accompagna alla riflessione.

La forma viene costruita attraverso un processo nel quale ogni scelta contribuisce all’identità dell’opera.

Il Premio Speciale “Per la Scultura” ricevuto a Pizzighettone valorizza proprio questa continuità.

Non rappresenta necessariamente il punto conclusivo di un percorso, ma una tappa significativa all’interno di un’attività sviluppata nel corso di diversi decenni.

L’importanza di avvicinare il pubblico alla scultura

La straordinaria affluenza registrata al Premio Internazionale Minerva 2026 ha confermato il valore delle manifestazioni capaci di creare un rapporto diretto tra opere e visitatori.

Per la scultura, questo incontro assume un’importanza particolare.

Un’opera tridimensionale richiede infatti una percezione che coinvolge lo spazio e il movimento dell’osservatore.

La possibilità di cambiare punto di vista permette di cogliere relazioni formali che una fotografia non può restituire completamente.

La luce naturale o artificiale modifica la percezione delle superfici.

La distanza influisce sulla lettura delle proporzioni.

La collocazione dell’opera contribuisce a definirne la presenza.

Nel caso delle sculture di Giovanni Parma, questi elementi assumono particolare rilievo per la centralità del rapporto tra pieni e vuoti.

L’osservazione diretta consente di comprendere come la materia venga organizzata per costruire un equilibrio tra massa e apertura.

La presenza di un pubblico numeroso nelle Casematte ha quindi rappresentato un’occasione importante per valorizzare la specificità del linguaggio scultoreo.

L’arte contemporanea può apparire talvolta distante da chi non frequenta abitualmente musei e gallerie.

Manifestazioni aperte al pubblico permettono di ridurre questa distanza, offrendo occasioni di incontro con opere e autori.

Il Premio Minerva ha svolto questa funzione attraverso un’esposizione collettiva nella quale linguaggi differenti hanno trovato spazio all’interno di un contesto storico.

La partecipazione di Giovanni Parma ha contribuito ad arricchire il percorso con una ricerca dedicata alla scultura in marmo.

Il significato del riconoscimento per il Maestro Giovanni Parma

Il Premio Speciale “Per la Scultura” attribuito a Giovanni Parma rappresenta un riconoscimento alla qualità di una ricerca artistica sviluppata attraverso decenni di attività.

La sua produzione si distingue per la scelta di utilizzare il marmo come strumento di espressione e di riflessione.

La materia viene trasformata attraverso una lavorazione che richiede precisione, conoscenza e capacità di interpretazione.

Ma il valore delle sue opere non risiede esclusivamente nella complessità tecnica.

La ricerca di Parma affronta temi che appartengono alla dimensione culturale e umana.

Memoria, spiritualità, trasformazione e rinascita costituiscono riferimenti ricorrenti.

Attraverso questi contenuti, la scultura diventa uno strumento capace di stabilire un rapporto tra la storia e l’esperienza individuale.

L’opera “RENAITRE” rappresenta una testimonianza significativa di questa impostazione.

La vicenda di Notre-Dame viene trasformata in un simbolo di ricostruzione e continuità.

Il riferimento al Vittoriale degli Italiani amplia ulteriormente la riflessione verso il tema della memoria culturale.

Il marmo diventa il materiale attraverso il quale questi significati acquistano una presenza concreta.

Il riconoscimento ricevuto a Pizzighettone valorizza dunque un percorso nel quale la tradizione scultorea viene interpretata attraverso una sensibilità contemporanea.

Giovanni Parma, quando la pietra diventa memoria

Al termine delle tre giornate del Premio Internazionale Minerva 2026, le storiche Casematte di Pizzighettone hanno restituito l’immagine di una manifestazione capace di coinvolgere artisti, rappresentanti del mondo culturale e un pubblico straordinariamente numeroso.

La grande affluenza di visitatori ha confermato l’interesse verso l’arte contemporanea e la possibilità di costruire occasioni di incontro attraverso linguaggi espressivi differenti.

Tra i protagonisti della manifestazione, il Maestro Giovanni Parma ha ricevuto il Premio Speciale “Per la Scultura”, riconoscimento che si aggiunge alle esperienze maturate attraverso la partecipazione al Premio Villa Cattaneo, al Premio d’Arte Internazionale Rotary Club e all’esposizione presso la Torre Diamante di Milano per BNL BNP Paribas.

Il suo percorso artistico, avviato negli anni Settanta, testimonia una continuità di ricerca fondata sulla conoscenza del marmo e sulla volontà di attribuire alla forma un contenuto simbolico.

La pietra, nelle sue opere, conserva la propria identità materiale.

Il peso, la consistenza e la resistenza rimangono elementi fondamentali della composizione.

Ma attraverso la lavorazione, il marmo acquisisce una nuova capacità espressiva.

Le superfici diventano luoghi di relazione con la luce.

Le aperture introducono il movimento.

I volumi costruiscono un equilibrio tra stabilità e trasformazione.

È attraverso questi elementi che Parma affronta temi legati alla memoria e alla condizione umana.

La sua ricerca trova una delle espressioni più significative in “RENAITRE”, opera nella quale la vicenda di Notre-Dame diventa occasione per riflettere sulla capacità di ricostruire e conservare.

Il marmo, materiale associato alla permanenza, viene utilizzato per rappresentare la rinascita.

Questa apparente contraddizione costituisce uno degli aspetti più interessanti del suo linguaggio.

La pietra sembra immobile, ma la forma suggerisce movimento.

La materia appare definitiva, ma il significato richiama il cambiamento.

Il Premio Speciale “Per la Scultura” conferito a Pizzighettone riconosce questa capacità di trasformare una tradizione antica in uno strumento di interpretazione contemporanea.

Resta soprattutto il valore di una ricerca che attribuisce alla scultura una funzione culturale.

Le opere di Giovanni Parma invitano a osservare la materia, ma anche a interrogarsi sul tempo che attraversa ogni esperienza umana.

Il marmo conserva ciò che lo scultore ha deciso di affidargli.

E proprio in questa relazione tra gesto, memoria e durata si riconosce il significato più profondo del suo lavoro: trasformare la pietra in una testimonianza capace di parlare anche quando il tempo avrà cambiato il mondo che l’ha vista nascere.